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Minori sottoposti a procedimento penale, al via percorsi di orientamento, tirocini e laboratori col sostegno della Regione
Vincenzo Colla (Copyright: Regione Emilia-Romagna A.I.C.G. – Autore: Ballardini Pietro)

Tre percorsi per l’inclusione socio-lavorativa di minori e giovani adulti sottoposti a procedimento penale dall’autorità Giudiziaria Minorile e in carico al Centro per la Giustizia Minorile dell’Emilia-Romagna. Così da acquisire, ed eventualmente recuperare, abilità e competenze individuali per rafforzare il percorso di inserimento nel mondo del lavoro. Per crescere, realizzarsi e, terminata la detenzione, poter operare attivamente nella società.

L’attività, rivolta a tutti i giovani ristretti nell’Istituto Penale nell’arco di tempo indicativamente dei prossimi 18 mesi, e complessivamente a 60 giovani dai 14 ai 25 anni in area penale esterna, è sostenuta con un finanziamento della Regione di oltre 565 mila euro, risorse europee del Programma Fse Plus 2021/27.

Le tre operazioni finanziate propongono interventi per l’inclusione e l’autonomia per i giovani ristretti nell’Istituto Penale minorenni di Bologna del Pratello, con misure di orientamento specialistico e percorsi di formazione laboratoriali e interventi per l’inclusione e l’autonomia per giovani in area penale esterna, con misure di orientamento specialistico e di accompagnamento individuale, percorsi formativi brevi e tirocini.

“Una doverosa attenzione a ogni forma di fragilità, per contrastare l’emarginazione sociale e favorire, attraverso il lavoro, il reinserimento nella comunità. Con questi interventi la Regione– commenta l’assessore regionale al Lavoro e formazione professionale, Vincenzo Colla– approva i progetti formativi a sostegno dell’inclusione attiva delle persone svantaggiate, per promuovere le pari opportunità, la non discriminazione, la partecipazione e migliorare l’occupabilità. Si vuole offrire una occasione per acquisire, ed eventualmente recuperare, abilità e competenze individuali per potenziare le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, per crescere, per autorealizzarsi e soprattutto, terminata la detenzione, per poter operare attivamente nella società”.