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Elio canta Jannacci a festivaLOVE
©Dorotea Castro – Uff. Stampa festivalLove

Sarà Elio il primo ospite del palinsesto musicale di festivaLOVE2022, la kermesse che dal 17 al 19 giugno vedrà musicisti, artisti, scrittori, autori confrontarsi col tema dell’amore, filo conduttore di una tre giorni che ritorna – dopo due anni di assenza causa pandemia – quale appuntamento identitario e caratterizzante voluto dell’amministrazione comunale di Scandiano.

A Scandiano, dunque, nella cornice del Parco della Resistenza, Elio si esibirà in uno spettacolo, cantato e recitato, dedicato a Enzo Jannacci. Un’esibizione totalmente gratuita, organizzata dal Comune di Scandiano in collaborazione con Ater Fondazione al pari di quelle di sabato 18 e domenica 19 giugno, che saranno annunciate nei prossimi giorni.

“Uno spettacolo che siamo felicissimi di portare a Scandiano – hanno dichiarato il sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti e l’assessore alla città attiva Matteo Caffettani – per il primo dei tre appuntamenti live che da sempre caratterizzano il nostro festival come veicolo attrattivo per decine di migliaia di persone. Il binomio Elio-Jannacci è da questo punto di vista garanzia di interesse, curiosità, qualità”.

Il venerdì da sempre, nella tradizione di festivaLOVE è la serata dedicata alla musica d’autore, alla musica jazz, Elio arriva dopo altri grandi artisti quali Raphael Gualazzi, Giovanni Allevi, Nicola Piovani, solo per citarne alcuni.

Venerdì 17 giugno, a partire dalle ore 21.30, andrà dunque in scena “Ci vuole orecchio“, durante il quale il poliedrico performer interpreterà l’universo del “poetastro”, come amava definirsi lo stesso Jannacci, cantautore milanese scomparso nel 2013 dopo 28 album e una quantità innumerevole di perle lasciate alla tradizione musicale italiana.

Sul palco del Parco della Resistenza quindi, nella prima serata di festivaLOVE, spazio a un tributo ad uno dei cantautori più eccentrici e irriverenti del panorama nazionale, reinterpretato grazie alla regia e alla drammaturgia di Giorgio Gallone e agli arrangiamenti musicali di Paolo Silvestri.

Insieme a Elio saliranno sul palcoscenico anche Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono, Giulio Tullio al trombone.

Il light designer delllo show è Aldo Mantovani, le scenografie sono di Lorenza Gioberti, i costumi di Elisabetta Menziani.

Uno spettacolo che Elio sta portando in giro da alcuni mesi con l’obiettivo di raccontare l’amato Enzo e il suo sguardo, poetico e bizzarro, che negli anni è riuscito a spiazzare, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente.

Jannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline, ai confini del surreale.

Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, troveremo assieme a Elio i cinque musicisti, suoi stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora: a loro toccherà il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Da Umberto Eco a Dario Fo, da Francesco Piccolo a Marco Presta, a Michele Serra.

Uno spettacolo giocoso e profondo perché “chi non ride non è una persona seria”.

HANNO DICHIARATO…

“Uno spettacolo un po’ circo un po’ teatro canzone – ha dichiarato il regista Giorgio Gallone – dove una band di cinque musicisti, grazie agli arrangiamenti di Paolo Silvestri, permetterà ad Elio, filosofo assurdista e performer eccentrico, di surfare sul repertorio dell’amato Jannacci, nume tutelare e padre putativo di quella parte della storica canzone d’autore che mai si è vergognata delle gioie della lingua e del pensiero o dello sberleffo libertario, e che considera il Comico, anche in musica, non come un ingrediente ciecamente spensierato ma piuttosto un potente strumento dello spirito di negazione, del pensiero divergente che distrugge il vecchio e prepara al nuovo. Sovversione del senso comune, mondo alla rovescia, ludica aggressione alla noia e ai linguaggi standardizzati e che, contemporaneamente, non teme di creare disagio o generare dubbi”.

“‘Ci vuole orecchio’ non è un omaggio, ma una ricostruzione di quel suo mondo di nonsense, comico e struggente” ha aggiunto lo stesso Elio in una recente intervista rilasciata al quotidiano ‘La Repubblica’, che ha poi raccontato anche come “Una volta ci siamo incrociati negli studi Rai. Lui ha bofonchiato qualcosa, io pure, lui non ha capito, io nemmeno. Sono un timido. Mai avrei avuto il coraggio di dirgli “sono un tuo fan”. Questo è il solo contatto che ho avuto con Enzo Jannacci. Ma una curiosità c’è: mio papà era stato suo compagno di classe, me ne parlava, me lo faceva ascoltare e mi faceva già ridere. Da adulto mi ha affascinato la dignità del comico che ha portato nella canzone d’autore e lo stile surreale della sua risata, che poi era il clima del Derby, il cabaret di Milano, che per ragioni anagrafiche ho mancato”.

ELIO, biografia

Nato in una zona di Milano, in tenera età si trasferisce in un’altra zona di Milano, ma sempre in periferia. Poi dopo tanti anni va ad abitare fuori Milano, ma non tanto, dove abita tuttora, ma in periferia nella zona dove era andato in tenera età che ho detto prima.

Milano, città che ha dato i natali ad Elio, è anche la città dove va a scuola, elementari, medie, liceo scientifico Einstein, con Mangoni, università di ingegneria (politecnico) terminata con calma, scuola civica di musica dove suona il flauto traverso e si diploma anche al conservatorio G. Verdi di Milano, che però G. Verdi è nato a Busseto ma non c’è neanche da fare il paragone per scherzo. In più gioca a pallone nella Milanese, nel Fatima, nel Corsico fino all’età di 18 anni, poi gioca a baseball nell’Ares, sport che gli piace tuttora. Obblighi militari assolti dall’86 all’88, dal 1979 cerca di far divenire realtà il sogno di Elio e le Storie Tese.

FESTIVALOVE2022

La manifestazione, giunta quest’anno alla sua sesta edizione, è stata posticipata di alcune settimane rispetto agli anni precedenti e si svolgerà da venerdì 17 a domenica 19 giugno.

Come per le passate edizioni, verranno proposti anche quest’anno alcuni appuntamenti nella settimana precedente al week end del festival. Con “Aspettando festivaLOVE” si punta infatti a creare la giusta atmosfera di attesa alla tre giorni di festa che coinvolgeranno luoghi diversi e diffusi sul territorio.

Il festival si appresta ad accogliere dunque decine di migliaia di persone attirate da  un cartellone culturale ed artistico che prevede incontri, presentazioni di libri, interviste,  eventi, grandi concerti, spettacoli circensi.

Un ricco cartellone, dunque, con al centro l’Amore in tutte le sue declinazioni, in continuità con la storia di un territorio nel quale Matteo Maria Boiardo scrisse gli immortali versi de L’Orlando Innamorato, quella stessa Scandiano che Carducci definì “terra di sapienti e di poeti”.

Il festival è a cura dell’Amministrazione comunale che per questa importante occasione mette in campo una complessa macchina organizzativa. Sono coinvolti, infatti, tutti i servizi e tutti gli uffici per far sì che la città nei tre giorni della manifestazione si trasformi vestendo i suoi abiti migliori per accogliere il numeroso pubblico.

Come per le ultime edizioni, il palinsesto musicale è realizzato in collaborazione con Ater Fondazione e proporrà due concerti gratuiti ed uno a pagamento, con artisti di livello internazionale che propongono generi musicali molto diversi fra loro che attireranno pubblici differenti per età e gusti, quest’anno con un’attenzione specifica anche per i giovanissimi.

Trattandosi di un anno di ripartenza, con la pandemia che non può ancora dirsi conclusa, verrà garantito il rispetto delle norme Covid. A tal proposito, lo spazio concerti, tradizionalmente collocato in Piazza Fiume, è stato spostato nel Parco della Resistenza dove è più facile favorire un corretto distanziamento tra le persone.