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In via di ultimazione i lavori nelle zone speciali di protezione di Monte Duro e di Campotrera-Rossena


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In via di ultimazione i lavori nelle zone speciali di protezione di Monte Duro e di Campotrera-RossenaSono in dirittura d’arrivo gli interventi realizzati all’interno delle Zone Speciali di Protezione (ZSC) della rete Natura 2000 “Monte Duro” e “Rupe di Campotrera, Rossena”, finanziati dal Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna su progetti dell’Ente Parchi Emilia Centrale e realizzati in accordo e coordinamento con i Comuni interessati. Gli interventi sono finalizzati al miglioramento dell’efficienza ecologica dei boschi e alla loro fruizione pubblica, per un importo complessivo di poco superiore ai 170 mila euro.

Le aree coinvolte sono parte dell’esteso Paesaggio naturale e seminaturale protetto Collina Reggiana-Terre di Matilde. Segnatamente, i lavori si sono svolti nelle località di Ca’ Casino, alle pendici del monte Duro, e di Canossa, Riverzana e Rossena, nei dintorni della Riserva naturale della Rupe di Campotrera, sulle proprietà private delle aziende agricole “Ca’ di Casino” e “Riverzana”, già dotate del Marchio di Qualità Parchi Emilia Centrale e della certificazione CETS del turismo sostenibile.

Nelle zone interessate dagli interventi sono stati realizzati tagli di diradamento fitosanitario dei boschi e tagli per la conversione all’alto fusto. Successivamente, sono state realizzate attrezzature per la fruizione pubblica, come tavoli da pic-nic, panchine e area didattica all’aperto sul monte Duro (nella foto), corredate da cartellonistica informativa, come bacheche, pannelli, frecce e tabelle in legno.

I boschi del monte Duro si connotano per la presenza di estesi popolamenti di pino silvestre, con significative concentrazioni di terpeni (composti organici volatili emessi da queste conifere), ideali per lo svolgimento della cosiddetta “terapia forestale” a beneficio dell’organismo umano. Anche l’area di Riverzana, a ridosso delle rupi castellane di Canossa e Rossena, d’interesse storico e geologico, presenta, sempre a livello arboreo, piante secolari di ulivo, recentemente implementate da nuovi esemplari, in parte derivanti dai ceppi originari, con la finalità della rinascita di questa antica coltura.