Home Sanità Iniziano i lavori di adeguamento del Pronto Soccorso dell’ospedale di Scandiano

Iniziano i lavori di adeguamento del Pronto Soccorso dell’ospedale di Scandiano

È il turno del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Scandiano che, come altre sedi della provincia, vede l’avvio di un cantiere al termine del quale gli spazi saranno più adeguati a gestire l’emergenza epidemica.

Questa mattina il Sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti e il Direttore generale Cristina Marchesi hanno visitato il cantiere.

L’intervento prevede un investimento di circa 1.357.000 euro e interessa circa 400 metri quadrati di superficie. Il completamento è previsto entro l’estate 2021, con il risultato di una diversa organizzazione logistica. È prevista la creazione di un’area dedicata ai pazienti sospetti, con accesso autonomo dalla camera calda, che sarà dotata di impianto per il ricambio dell’aria e pressione negativa.

Come annunciato nei mesi scorsi, lo stanziamento straordinario di fondi da parte del Ministero della Salute, destinato alle aziende sanitarie impegnate ad applicare le normative anti-contagio, ha interessato l’Azienda USLIRCCS i Reggio Emilia per quasi 16 milioni di euro (precisamente 15.769.476 euro), cui si aggiungono 676.740 euro di fondi aziendali, per un totale di 16.446.216 euro.

Nel rispetto delle Linee di indirizzo per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid-19 (in attuazione del’art.2 del D.Lgs. 34/2020), le risorse sono state destinate a progetti di adeguamento dei Pronto Soccorso degli ospedali provinciali e dei settori di assistenza intensiva e semintensiva. L’obiettivo generale è di rendere compatibile alle esigenze dettate dalla situazione epidemica quanto già esistente in fatto di dotazioni, spazi di lavoro e percorsi.

“Dobbiamo dire grazie ad Ausl IRCCS per l’impegno destinato alla riconversione del nostro Pronto Soccorso, con un cantiere che si avvia in un momento non semplice per il comparto sanitario provinciale. Riteniamo sia un segnale concreto e inequivocabile di come ci sia la volontà, condivisa, di puntare ancora sulla prossimità, sulla qualità del servizio e sulla tutela della salute pubblica. Con queste premesse è più facile guardare all’uscita dalla pandemia con fiducia” commenta il Sindaco Nasciuti.

“L’Azienda USL di Reggio Emilia è stata chiamata a riorganizzarsi, come tutte le aziende del Servizio Sanitario Nazionale, per fronteggiare possibili emergenze attraverso il potenziamento dei settori sui quali l’epidemia da Covid-19 ha avuto maggiore impatto” ha spiegato Cristina Marchesi, Direttore generale dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia “Stiamo progressivamente attivando tutti i cantieri con un impegno supplementare in un periodo già complicato”.

 

I progetti per la riorganizzazione della rete di Emergenza-Urgenza provinciale

Investimento complessivo: 8.157.780 euro

Per i servizi di emergenza-urgenza dei 6 ospedali della provincia di Reggio Emilia sono stati progettati interventi che interessano la distribuzione degli spazi e sono accomunati dalla necessità di individuare un punto di pre-triage in corrispondenza della c.d. camera calda. L’obiettivo è la divisione del flusso dei pazienti negativi da quelli sospetti di positività al virus Covid-19.  In ciascuna sede è prevista la realizzazione di un doppio accesso: uno per gli approfondimenti in area a pressione negativa, uno per il PS tradizionale in assenza di sintomatologia riconducibile al virus.

In ogni PS quest’impostazione è stata declinata sugli spazi esistenti e secondo la vocazione dello stabilimento ospedaliero. Anche gli impianti subiranno un rinnovamento, con particolare attenzione a nuove apparecchiature di trattamento, filtrazione e distribuzione dell’aria con regolazione automatica.

 

L’impatto dell’emergenza Covid-19 sugli ospedali

Dall’analisi dei dati emersi nella prima e seconda ondata pandemica è stato rilevato che circa il 5% dei pazienti positivi al virus hanno avuto necessità di ricovero ospedaliero e, di questi, circa il 15% è stato destinato alla terapia intensiva o ad area ad alta intensità di cura per periodi di qualche settimana. Nella fase più complicata dell’epidemia, inoltre, una parte della pressione derivante dalla richiesta assistenziale si è riversata sui Pronto Soccorso ospedalieri con un numero di accessi assai più elevato rispetto agli standard.

L’incertezza sull’andamento della curva epidemica ha reso evidente la necessità di rendere definitive alcune soluzioni provvisorie adottate nella fase emergenziale e di introdurne di nuove, con l’obiettivo di tenere separati e sicuri i percorsi per i pazienti positivi e creare aree di permanenza dedicate a chi è in attesa di diagnosi.

Nella foto, da destra: Matteo Nasciuti (Sindaco di Scandiano), Cristina Marchesi (Direttore generale  Ausl IRCCS Reggio Emilia), Cristina Incerti Medici (Direttore sanitario Ospedale Magati), Daniele Mammi (Coordinatore infermieristico PS Magati), Marco Ferri (Direttore Distretto sanitario di Scandiano), Claudio Pedroni (Assessore alla città sostenibile Comune di Scandiano).