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Bassa reggiana: prima le minacce di morte poi danneggia l’auto della ex convivente, denunciato

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“Sfondo la porta di casa e ammazzo tua madre”. Questo l’ultimo di una serie di messaggi vocali offensivi e minacciosi nei confronti dell’ex compagna inviati al figlio. Minacce e offese a cui sono seguite altre condotte delittuose da parte dell’uomo che ha dapprima danneggiato l’auto dell’ex e poi cercato di entrare in casa forzando una finestra. Circostanza quest’ultima non portata a compimento per l’intervento dei carabinieri allertati dalla vittima. Per questi motivi i carabinieri della stazione di Bagnolo in Piano, a conclusione delle indagini, con le accuse di danneggiamento, minacce, e violazione di domicilio, hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia un 50enne abitante nella bassa reggiana.

I fatti hanno avuto origine la sera del 28 febbraio scorso quando l’uomo, con in mano una pizza si è recato in un deposito attrezzi, che era solito utilizzare, ubicato nelle pertinenze dell’abitazione abitata dall’ex e dai figli. Dall’interno del deposito l’uomo incominciava ad inviare al figlio messaggi vocali di minacce ed offese rivolte all’ex tra cui quello in cui preannunciava che a breve avrebbe sfondato la porta di casa ed ammazzato la madre. È stato a questo punto che la donna, una 50enne reggiana, chiamava il 112 chiedendo l’intervento di una pattuglia di Carabinieri. L’uomo tuttavia, prima dell’arrivo della pattuglia dell’Arma, riusciva, a forzare il portone che conduce al portico dell’abitazione raggiungendo l’autovettura della donna che danneggiava sfondando la portiera posteriore sinistra. Quindi tentava di forzare una finestra per accedere in casa, desistendo da ulteriori intenti ed allontanandosi prima dell’arrivo dei carabinieri. Dopo una decina di minuti tornava nel cortile dell’abitazione dove veniva fermato dai carabinieri. I militari della stazione di Bagnolo in Piano, a cui la 50enne formalizzava la denuncia, ricostruivano l’accaduto acquisendo a carico dell’uomo i dovuti elementi di riscontro in relazione alle condotte delittuose a lui ascrivibili, per le cui ipotesi veniva quindi denunciato.