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Rassegna “Aperti nonostante”, in arrivo i consigli di Erica Boretti, titolare del cinema Apollo

Proseguirà, giovedì 18 febbraio, alle 15, la rassegna on-line “Aperti nonostante”, promossa dal Comune di Albinea, che ha come protagonisti gli operatori culturali reggiani di cinema e teatro. In questo decimo appuntamento i consigli ci arriveranno da Erica Boretti, titolare del Cinema Apollo di Albinea, che ci parlerà del film “Boyhood” di Richard Linklater. Il video sarà disponibile sul canale Youtube del Comune di Albinea e sulle pagine Facebook della biblioteca Pablo Neruda.

 

Chi è Erica Boretti

Erica Boretti ha 28 anni e una laurea in Ostetricia. Terminati gli studi ha deciso di prendere in gestione il Cinema Apollo di Albinea, inaugurato nel 1974 dai nonni, Franco Vaccari e Fernanda Zironi, e rimasto sotto la medesima gestione familiare per più di 40 anni. Da qualche anno si occupa della gestione dell’attività, con una particolare attenzione alla programmazione della sala cinematografica, che si contraddistingue da sempre per un continuo e appassionato lavoro di ricerca nell’intento di offrire al pubblico le migliori pellicole disponibili sul mercato. Dai film di genere, pensati per il grande pubblico e proposti solitamente in prima visione, alle rassegne infrasettimanali di cinema di qualità, divenute negli anni un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del cinema d’essai.

 

DPCM. APERTI NONOSTANTE

Si tratta della rassegna on line promossa dal Comune di Albinea, con protagonisti gli operatori culturali reggiani di cinema e teatro. Teatri e cinema hanno dovuto chiudere, ma i loro lavoratori vogliono simbolicamente far sapere che Durante la Pandemia intendono essere Comunque Mobili. Quindi questi luoghi chiusi diventano “Aperti nonostante”. Investendo in questa Rassegna on line le risorse che durante l’anno non sono state utilizzate a causa dell’annullamento di diversi eventi in presenza, il Comune di Albinea ha voluto dare un segno di attenzione e un sostegno concreto ad un comparto, quello culturale, che ha sofferto più di altri in questa fase. Un modo per riconoscere il valore della loro professionalità e la necessità di fare cultura.