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Reggio Emilia: nuovi guai per erborista cinese che vende anche presunti farmaci “anti-Covid”

Era finito nei guai lo scorso mese di dicembre quando i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione Sanitaria di Parma lo sorpresero vendere medicinali senza abilitazione e senza le previste autorizzazioni. Sugli scaffali del negozio vennero trovati diversi farmaci: dalla pillola del giorno dopo agli antistaminici, dagli psicofarmaci ai regolatori cardiaci. Sulle confezioni erano riportati i principi attivi e le indicazioni terapeutiche. Il 60enne, che era stato denunciato per esercizio abusivo della professione di farmacista, ora è finito nuovamente nei guai.

Ieri, infatti, i carabinieri del NAS di Parma unitamente ai colleghi del nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale di Reggio Emilia, nel proseguo delle indagini hanno richiesto ed eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia nei confronti dell’uomo, un cittadino cinese titolare di un’erboristeria in centro a Reggio Emilia. All’esito dell’attività di ricerca, eseguita non solo presso la propria erboristeria ma anche presso la sua abitazione, lo stesso è stato nuovamente denunciato alla Procura reggiana per aver reiterato l’esercizio abusivo della professione sanitaria di farmacista in assenza del previsto titolo abilitativo e detenuto per la vendita medicinali privi di A.I.C.  (autorizzazione all’immissione in commercio), sottoponendo a sequestro penale le seguenti confezioni di farmaci di provenienza cinese:

  • 7 scatole – contenenti ciascuna 24 pillole – di antinfluenzali utilizzate dalla comunità cinese per la cura dei sintomi del covid-19;
  • 5 bustine – contenenti ciascuna 13 gr. di granuli – per la cura di raffreddore e patologie influenzali;
  • 4 confezioni – contenenti tubetti di crema da 7 gr – per la cura delle malattie fungine;
  • 2 confezioni – contenenti 10 fiale da 2 ml – di antibatterico;
  • una confezione – contenente 10 pillole – di paracetamolo per la cura di patologie influenzali e stati febbrili.

Nella medesima circostanza, sono state rinvenute e sequestrate amministrativamente n. 840 confezioni di integratori alimentari di provenienza cinese (estratti di varie piante) privi della prescritta registrazione presso il ministero della salute.

Per tale violazione è stata contestata e comminata una sanzione per euro 6.600.

Il valore complessivo dei farmaci sequestrati è pari ad 400 e uro circa, mentre quello degli integratori di circa 12.000 euro.