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Coronavirus in provincia di Modena, aggiornamento al 1 febbraio

Si conferma, anche nell’ultima settimana, l’inversione di tendenza già registrata nella settimana precedente, con un calo del numero di nuovi casi e della percentuale di positività, seppure con una curva più lenta rispetto alla prima ondata. Continua il trend in calo del numero dei degenti giornalieri, soprattutto nei reparti per acuti ma anche in quelli di terapia intensiva, anche se negli ultimi due giorni si è verificato un leggero aumento degli ospedalizzati. La pressione sulle strutture sanitarie della provincia rimane dunque pressoché costante. Ancor di più con l’ingresso dell’Emilia Romagna in zona gialla, si ribadisce l’importanza e la necessità di continuare con uno stringente rispetto delle misure di sicurezza previste.

A differenza della prima fase, viene confermato l’impegno dei posti letto di medicina anche per il ricovero di pazienti no covid che genera una riduzione della disponibilità complessiva di posti nei presidi ospedalieri. Tale circostanza testimonia il fatto che l’ospedale continua a farsi carico anche della casistica no covid.

In Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, coerentemente con le esigenze di ricovero di pazienti covid positivi, sono attivi oltre 270 posti. Aree dedicate al covid sono presenti anche negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo, per un totale di 165 posti, leggermente ridotti in relazione alla diminuzione dei pazienti – rispetto ai 189 della scorsa settimana – per fare spazio all’attività no-covid. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.

Per quanto riguarda il potenziamento delle strutture per l’accoglienza di pazienti post-acuti che non necessitano di cure ospedaliere sono state adottate le seguenti misure. Ospedali di comunità: a Novi di Modena (distretto di Carpi) con 15 Posti letto per pazienti Covid+ post-acuti, struttura creata appositamente per gestire pazienti covid; riconversione dell’OsCo di Fanano in strutture Covid+ (15 posti letto); apertura ex novo, il 23/11/2020, di un OsCo a Soliera con 21 posti letto dedicati a pazienti Covid+. Stante il pesante carico di dimessi no covid ancora presente, si è ritenuto di mantenere nella configurazione no covid l’OsCo di Castelfranco Emilia con 19 letti. In aggiunta a queste strutture, sono stati predisposti dei posti letto presso l’Hotel Tiby e l’Hotel Concordia (quest’ultimo attualmente non utilizzato) per l’accoglienza dei pazienti Covid+ che non hanno la possibilità di mantenere l’isolamento domiciliare presso le loro abitazioni. Tale soluzione è da ritenersi valida sia per i casi provenienti dal territorio, sia per quelli in dimissione dall’Ospedale. A livello distrettuale sono stati inoltre potenziati i servizi domiciliari con il compito di sostenere e integrare il lavoro dei medici di medicina generale; in particolare sono state attivate le Centrali Operative Distrettuali per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, USCA e guardia medica/continuità assistenziale. Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid positivi.

USCA (Unità speciali di continuità assistenziale): attualmente nell’Azienda USL di Modena sono state attivate 12 USCA*. Nell’ultimo periodo di rilevazione (18 gennaio – 24 gennaio 2021) hanno assistito 259 pazienti per un totale di 125 medici coinvolti.

(*Dal 16 novembre è stata attivata l’Usca pediatrica su tutto il territorio provinciale attraverso un progetto che vede la collaborazione tra Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ausl di Modena con una integrazione tra i medici Usca e gli specializzandi in Pediatria, al fine di garantire un’assistenza ancor più qualificata ai bimbi covid + (o neonati da madre positiva) nella fascia 0-6 anni).

 

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

Considerando il totale dei tamponi molecolari refertati da inizio epidemia sino al 29 gennaio (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 382mila tamponi. Il totale di positivi segnalati a livello regionale, al 1 febbraio (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 38.704 (erano 37.552 lo scorso 25 gennaio).

Casi

Al 29 gennaio, in provincia di Modena erano accertati 4386 (erano 4971 il 18 gennaio, -11,8%) casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 4069 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 317 ricoverati.

Ricoveri totali

Al 29 gennaio erano 317 (erano 361 il 25 gennaio, -12,2%) i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU da report regionale risultavano ricoverati 203 pazienti covid positivi, 79 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) e 35 all’Ospedale di Sassuolo Spa.

 

Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)

Secondo il dato riportato oggi nel bollettino regionale, sono occupati 44 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena.

 

Persone in isolamento domiciliare

Al 31 gennaio (ultimo dato disponibile) erano in isolamento 6451 (erano 7123 il 25 gennaio, -9,4%) persone. In particolare:

 

  • 3903 (erano 4610) persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 46  – numero in aumento rispetto alle scorse settimane – sono accolti presso l’hotel Tiby e 50 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera.
  • 2548 (erano 2513) contatti stretti di casi accertati in isolamento.

 

Dal 21 dicembre all’Hotel Concordia di S. Possidonio non ci sono più ospiti pazienti Covid+.

 

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 27 gennaio)

Al 27 gennaio sono stati eseguiti in totale 198.267 test sierologici di cui 10.798 con esito positivo.

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 27 gennaio sono state testate, almeno una volta, 128.605 persone; di queste, il 6,2% è risultato positivo. La percentuale di prima positività mensile ha mostrato valori alti nel periodo marzo-aprile 2020 (6,5%), successivamente si è ridotta fino ad un minimo registrato nel mese di settembre (1,7%) per poi iniziare a risalire fino ad un massimo dell’8% registrato nel mese di gennaio. Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale.

Si conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

(Idati contenuti nel rapporto di oggi fanno riferimento all’andamento della pandemia condiviso questa mattina all’interno della Conferenza territoriale sociale e sanitaria provinciale e, dove possibile, all’aggiornamento regionale odierno).