Home Cronaca Razzia di gronde all’asilo nido: presi a Scandiano dai carabinieri

Razzia di gronde all’asilo nido: presi a Scandiano dai carabinieri

Prima la palazzina Lodesani, sede di associazioni sportive e di volontariato, poi la biblioteca comunale, la scuola Primaria Laura Bassi di via Corti e la Spallanzani di via della Rocca nonché la scuola d’Infanzia Rodari di via ei Mille, sempre a Scandiano. Diversi sono stati gli edifici pubblici presi di mira in queste feste dai ladri del prezioso “oro rosso”, ovvero il rame ricavato dalle gronde che smontavano dagli edifici chiusi proprio per le feste. E se vale il detto che l’epifania tutte le feste si porta via, non vale certo per i predatori di gronde che anche dopo le feste hanno continuato a depredare, come accaduto questa notte presso l‘asilo nido comunale Leoni di via Cesari del comune scandianese.

Questa volta però i malviventi non l’hanno fatta franca: sono stati fermati dai carabinieri di Scandiano intervenuti a seguito di una segnalazione giunta al 112. In manette, con l’accusa di concorso in furto aggravato, i militari della tenenza di Scandiano hanno tratto in arresto F.R. 36enne e F.L. 38enne, entrambi residenti a Scandiano, ristretti al termine delle formalità di rito a disposizione della Procura reggiana. Ai due i carabinieri hanno sequestrato diversi attrezzi da scasso (cacciaviti e tronchesi) e rinvenuto le gronde già smontate e posizionate nel cortile dell’edificio scolastico pronte per essere prelavate.

Due arresti che potrebbero presto portare ad un’importante svolta, non solo nelle investigazioni in relazione ai recenti analoghi copi, ma anche nelle indagini che da tempo i Carabinieri anche di Scandiano stanno conducendo su un fenomeno, quale quello del furto di rame, che anche nella provincia di Reggio Emilia sta assumendo dimensioni rilevanti grazie al fiorente mercato che vede da una parte numerosi ladri che depredano aziende, cimiteri, edifici pubblici e tratte ferroviarie e dall’altra compiacenti rottamai che acquistano rame anche a meno di un euro al chilo a fronte del prezzo di mercato che si aggira sino a 8 euro.