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Reggio Emilia intitola un piazzale a Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione civile italiana

(foto: Ansa)

Reggio Emilia ricorda la figura di Giuseppe Zamberletti, ideatore e fondatore della Protezione civile italiana, intitolandogli un piazzale del quartiere San Pellegrino. Lo ha deliberato la giunta comunale, riconoscendo il ruolo centrale e decisivo di Zamberletti, scomparso nel gennaio 2019, a favore della comunità nazionale sul tema della risposta alle grandi emergenze. L’iniziativa è anche un nuovo ‘grazie’ alla Protezione civile per lo straordinario impegno profuso, ancora una volta, nel corso della pandemia da Coronavirus. Fin dall’inizio dell’emergenza pandemica, infatti, a Reggio Emilia i volontari di Protezione civile si sono distinti per l’attività a favore della cittadinanza, tra cui la distribuzione di mascherine su tutto il territorio comunale, l’assistenza alle persone fragili e l’attività per agevolare il distanziamento ed evitare assembramenti.

Il piazzale di Reggio Emilia che sarà intitolato a Zamberletti si trova nella prima laterale destra di via Rosa Luxemburg.

“Intitolare un piazzale a Giuseppe Zamberletti è innanzitutto un omaggio alla sua grande figura, a cui dobbiamo l’ideazione, la fondazione e la crescita della Protezione civile in Italia – dice l’assessore alla Protezione civile e alla Partecipazione Lanfranco de Franco – Fu Zamberletti infatti a istituire il Dipartimento di Protezione civile nel 1982, dopo aver vissuto sul campo le difficoltà dei soccorsi alla popolazione nelle catastrofi di quegli anni; l’intitolazione vuole anche essere un omaggio a questa grande realtà italiana, fatta di funzionari pubblici e di volontari che con dedizione e spirito di servizio prestano il loro supporto nei momenti più difficili per la popolazione e farlo alla fine di questo 2020 ha un valore speciale: è un ringraziamento per quanto fatto nell’emergenza Covid, in cui tutto il sistema di Protezione civile è stato impegnato in numerosissimi fronti, cogliendo il gradimento diffuso di istituzioni e cittadini per il lavoro svolto”.

La carriera politica di Giuseppe Zamberletti (Varese, 17 dicembre 1933 – 26 gennaio 2019) fu, fin dall’inizio, incentrata nel settore della sicurezza pubblica, sul tema della prevenzione dei disastri e sulla risposta alle emergenze. Parlamentare dal 1968, eletto nelle file della Democrazia cristiana, fu sottosegretario nel quarto e quinto governo Moro (dal 1974 al 1976) e nel terzo governo Andreotti (dal 1976 al 1978), con delega per la Pubblica sicurezza e per il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e Protezione civile. Nel primo e secondo governo Cossiga (1979-1980) fu sottosegretario agli Affari esteri.

Nel 1979, su delega governativa, si occupò del salvataggio dei Boat people, circa 2.000 profughi in fuga dal Vietnam occupato dal regime del Vietnam del Nord.

La sua prima grande sfida professionale fu il terremoto del Friuli nel 1976, che gestì in qualità di commissario delegato del governo presieduto da Aldo Moro, ideando un efficace sistema di assistenza alla popolazione e di ricostruzione, realizzato in stretta collaborazione con le istituzioni regionali e locali. Commissario straordinario del terremoto in Irpinia e successivamente dei terremoti verificatisi in Campania e Basilicata, si rese conto della necessità di predisporre e realizzare un sistema sempre più strutturato e integrato di Protezione civile, per coordinare e organizzare al meglio la macchina dei soccorsi e dell’assistenza alla popolazione. Questa intuizione si concretizzò nel 1982 quando, da ministro della Protezione civile, istituì il Dipartimento della Protezione civile nazionale.

Nel governo Spadolini fu nominato Alto commissario presso il ministero dell’Interno per la predisposizione degli strumenti amministrativi e normativi necessari ad attuare il coordinamento dei servizi concernenti la Protezione civile. Fu poi ministro per il coordinamento della Protezione civile nel secondo governo Spadolini, nel primo e secondo governo Craxi e infine nel sesto governo Fanfani, nel quale rivestirà anche la carica di ministro dei Lavori pubblici.

Deputato fino al 1987, fu eletto senatore dal 1992 al 1994, dove entrò a far parte della Commissione Difesa. Il 24 febbraio del 1992 viene promulgata la legge che istituisce e regola il Servizio nazionale della Protezione civile.

Il 21 maggio 1996 gli fu conferita dal presidente della Repubblica Scalfaro l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana.