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Covid, CGIL ER: presentata la proposta di legge per i lavoratori dello spettacolo: “Lavoratori disperati, non vedono indennità da mesi”


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“Il Governo chiude, il Governo paga. E subito. Altrimenti non ci sarà alcuna alternativa alla mobilitazione, sarà necessaria. E sarà in totale sicurezza e nel rispetto delle misure per l’emergenza sanitaria”. Lo ha specificato il segretario della Cgil Emilia-Romagna Luigi Giove intervenendo questa mattina nella sala Di Vittorio della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna all’incontro su  “Le proposte legislative per la tutela dei lavoratori dello spettacolo” promosso da SLC CGIL ER e CGIL ER. “In questi mesi abbiamo fatto protocolli, definito procedure per garantire spazi di lavoro sicuri. Sono stati fatti anche investimenti, oggi tutto ciò rischia di andare in fumo di nuovo. È stato chiuso tutto. La situazione è grave dal punto di vista sanitario, economico e sociale. Servono soluzioni concrete – ha messo in guardia Giove – porteremo a casa tutte le indennità”.

Oltre a Giove, alla tavola rotonda presieduta da Antonio Rossa (coordinamento Produzione culturale SLC ER), hanno partecipato (in presenza e a distanza) Fabio Mangolini (SLC nazionale-sezione attori), Chiara Gribaudo (deputata Pd – commissione Lavoro alla Camera), Gianni Cottafavi (responsabile servizio Cultura e Giovani Regione Emilia-Romagna), Matteo Lepore (assessore Cultura Comune di Bologna), Marilisa Monaco (redattrice proposta SLC CGIL per i lavoratori dello spettacolo) e Emanuela Bizi (segretaria nazionale SLC). “Tantissimi lavoratori disperati del settore hanno visto la loro indennità solo dopo cinque o sei mesi, alcuni nemmeno l’hanno ricevuta. Non la riceveranno quelli che hanno avuto accesso alla cassa integrazione, se non ci sarà una modifica legislativa, o un intervento da parte dell’Inps come circolare applicativa, che stabilisca che non c’è incompatibilità tra fruizione di una cassa e indennità”, ha spiegato Rossa. Gribaudo ha illustrato i punti cardine della proposta di legge, frutto di un lavoro congiunto con il sindacato: rafforzare le tutele e i diritti dei lavoratori dello spettacolo, garantirne la semplificazione amministrativa e fiscale, favorendo l’emersione del lavoro sommerso e lo sviluppo di una riconoscibilità sociale del lavoro nel mondo dello spettacolo. La proposta di legge trova il plauso della Regione che, tramite Cottafavi, ne auspica il recepimento nel prossimo decreto legge del Governo. “Prendo per buona la proposta di Cottafavi, ora spero si agisca di conseguenza – ha replicato Giove -. Dalle istituzioni però vorrei garanzie subito: devono esserci condizionalità nell’erogazione delle risorse pubbliche, che devono essere previste solo per chi rispetta i contratti nazionali, le normative sula sicurezza e il versamento dei contributi”. Un impegno che Lepore, ha fatto sapere durante la tavola rotonda, condivide. “Bene, ora ci aspettiamo che l’assessore ci convochi per discutere un protocollo che impegna le istituzioni disposte a rispettare queste condizioni. Sarebbe un buon punto di partenza per restituire regole certe in un settore dove il sommerso e l’irregolarità contrattuale  è  la norma”, ha concluso Giulia Santoro, segretaria generale SLC Bologna.