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I Sindaci della montagna intervengono rispetto alla richiesta di trasferire le sedi di seggio dalle scuole

In questi giorni, in vista della ripartenza della scuola, diversi cittadini hanno chiesto notizie in merito alla possibilità di trasferire dagli edifici scolastici le sedi di seggio elettorale, interessati dalla consultazione referendaria del 20 e 21 settembre per la riduzione del numero dei parlamentari. In questo modo sarebbe stato possibile evitare la chiusura per alcuni giorni delle stesse scuole, a così breve distanza di tempo dalla ripresa delle attività didattiche dopo mesi di assenza.

In una nota unitaria, i Sindaci dell’Unione Appennino Reggiano spiegano perché questo trasferimento non sia stato possibile. Affermano i Sindaci di Castelnovo Monti, Carpineti, Casina, Toano, Vetto, Ventasso e Villa Minozzo: “Siamo tutti accomunati dall’essere Comuni medio – piccoli, e innanzi tutto questo comporta che non abbiamo una disponibilità così elevata di spazi alternativi che possano prestarsi ad essere sedi di seggio, al di fuori delle scuole. Anche perché, per poter essere approvato come sede di seggio, un edificio deve avere una serie di parametri alquanto rigorosi: devono essere presenti locali per le votazioni, altri per la presenza dei Militari, bisogna garantire la conservazione isolata delle urne nelle ore notturne, e quest’anno ci sono anche indicazioni in più per gli accessi vista l’emergenza sanitaria. Il Comune di Casina e quello di Carpineti ad esempio avevano provato a sottoporre una collocazione alternativa rispetto alle Scuole dell’Istituto Comprensivo, ma la Prefettura non le ha ritenute idonee. Ci sono poi da considerare tutte le altre procedure burocratiche necessarie per trasferire un seggio: andrebbe sostituito il certificato elettorale di tutte le persone coinvolte. A Castelnovo è stato necessario fare questa procedura per trasferire due seggi dalla scuola di via Fratelli Cervi che attualmente è in fase di ristrutturazione, e si è trattato di un’operazione lunga e complessa, partita settimane fa, con circa 3.000 certificati e altrettante lettere informative inviate agli elettori e alle elettrici. Per gli altri seggi della montagna dunque, seppur preso in considerazione, il trasferimento dei seggi al di fuori selle scuole è risultato impossibile. Ce ne rammarichiamo e comprendiamo i dubbi di chi fa notare la vicinanza tra la data scelta per la ripresa della scuola e quella dei referendum, ma su questa decisione non abbiamo avuto ovviamente alcun potere decisionale. Ci resta l’impressione che chi l’abbia presa non abbia tenuto in debita considerazione tali difficoltà che si sarebbero presentate per i comuni medio piccoli nel reperire sedi di seggio alternative. In questo periodo siamo tutti impegnati per far sì che l’anno scolastico riprenda correttamente e con le modalità migliori per conciliare la sicurezza e le esigenze di bambini, ragazzi e famiglie, questo resta il nostro obiettivo prioritario”.