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Unimore realizza il primo dizionario informatico-giuridico-sociale sulle tematiche emerse in epoca di Covid-19

In epoca di pandemia da coronavirus l’emergenza ha generato riflessi imprevedibili in tutti i campi dell’attività umana e dell’organizzazione sociale e istituzionale, che hanno posto e pongono frequenti interrogativi – talvolta di natura contingente talaltra di natura strutturale – vuoi al sapere medico-sanitario, vuoi a quello giuridico, etico, politico-istituzionale.

E’ una riflessione che ha coinvolto tutti dalle autorità sanitarie e governative fino al cittadino che per settimane si è trovato “in quarantena” e limitato in molte delle sue libertà.

Sul complesso delle implicazioni e dei risvolti sottesi alle decisioni e provvedimenti adottati come misura precauzionale cerca di fare chiarezza una recente iniziativa del Centro Documentazione del CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore, che ha realizzato una sorta di dizionario informatico-giuridico-sociale a carattere bibliografico che mette ordine nella discussione di queste settimane (i materiali raccolti vanno dal 13 marzo al 22 aprile) per quanto riguarda i numerosi interventi pubblicati da parte di alcuni dei più autorevoli esperti in materia giuridica (http://www.crid.unimore.it/site/home/archivio-in-primo-piano/articolo1065055035.html)

L’iniziativa si deve al Dr. Francesco De Vanna, coordinatore del Centro Documentazione del CRID di Unimore.

“Le procedure normative di emergenza, la compressione delle garanzie costituzionali, il diritto alla salute e il principio di precauzione, la gestione globale dell’emergenza, la crisi economica e occupazionale, il lavoro di cura, il cosiddetto smart-working, la tutela dei diritti delle persone vulnerabili, la telemedicina e l’etica clinica, la didattica a distanza – commenta il dr. Francesco De Vanna – sono solo alcune delle espressioni e dei concetti che hanno costellato il lessico variegato di un intenso dibattito che dura tuttora e che produrrà inevitabilmente esiti inaggirabili”.

La raccolta bibliografica, senza alcuna pretesa di esaustività, intende essere uno strumento per districarsi un po’ più agevolmente tra i tanti contributi, articoli, saggi che – attraverso forum, simposî, discussioni on line – sono stati promossi da riviste, fondazioni, università e associazioni scientifiche e culturali in questi ultimi due mesi, prestando particolare attenzione alle aree di interesse del CRID.

Le fonti, molto numerose, sono state catalogate secondo 7 voci corrispondenti ad altrettanti argomenti di approfondimento: etica, nuove tecnologie, acceso alle cure; democrazia, stato di diritto, tutela dei diritti fondamentali; autonomia territoriale e governance; educazione, scuola e media education; immigrazione e comunicazione interculturale; diritto penale, penitenziario e della responsabilità civile; cultura e confronti.

“Gli interrogativi esplosi in queste settimane – afferma il Direttore del CRID professor Gianfrancesco Zanetti, docente presso il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore – sono in molti casi del tutto inediti e chiamano in causa, da un lato, risposte immediate e ‘saperi agiti’, dall’altro lato, esigono una riflessione a medio e lungo termine che sia in grado di riesaminare criticamente paradigmi, ‘forme di vita’ e pratiche sociali, scenari acquisiti”.

Nel censimento dei diversi contributi De Vanna si è avvalso del dialogo con i referenti di varie aree di lavoro interne al CRID: il prof. Michele Ferrazzano e il prof. Gianluigi Fioriglio dell’Officina informatica del CRID che hanno appena concluso due studi, rispettivamente in tema di tracciamento e app immuni e informatica medica ai tempi del corona virus; la prof.ssa Serena Vantin, docente di Didattica del diritto e Media education, la quale sta studiando le implicazioni e gli effetti pedagogici della didattica a distanza, con particolare attenzione alla media education e all’inclusione sociale; la dr.ssa Barbara G. Bello che opera insieme allo stesso De Vanna nell’ambito dell’Osservatorio migrazioni, la quale ha fornito materiali relativi alle condizioni dei migranti ma anche alla comunicazione in termini interculturali; non sono mancati un confronto sui profili carcerari grazie all’avv.ta Tatiana Boni e ad alcuni esponenti delle associazioni di volontariato che operano in carcere, nonché una ricognizione sui temi centrali nel più recente dibattito pubblico e nella comunicazione su media e social network: qui il referente è stato il prof. Thomas Casadei, docente di Teoria e prassi dei diritti umani, oltre che di Informatica giuridica e Filosofia del diritto.

Nella raccolta figurano anche alcuni contributi internazionali – in particolare provenienti dalla Spagna – che sono stati raccolti grazie all’interlocuzione con la prof.ssa Mari-Carmen del Barranco Avilés, Directora dell’Instituto de Derechos Humanos “Bartolomé de Las Casas” dell’Univ. Carlos III di Madrid, con il quale il CRID intrattiene un dialogo ormai consolidato, anche mediante una convenzione.

Si è attinto anche a diverse riviste e portali: “BioLaw Journal, Rivista di BioDiritto”; “Diritti Fondamentali”; “Diritti Regionali”; “European Law and Gender”; “Federalismi”; “Giustiziainsieme.it”; “LaCostituzione.info”; “Nomos”; “Diritto virale. Scenari e interpretazioni delle norme per l’emergenza #Covid19” (Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Ferrara).

La bibliografia ed i materiali sono consultabili sul sito del CRID:
http://www.crid.unimore.it/site/home/archivio-in-primo-piano/articolo1065055035.html