Home Modena 10 assegni di ricerca della Regione Emilia Romagna ad Unimore

10 assegni di ricerca della Regione Emilia Romagna ad Unimore

Dieci assegni di ricerca finanziati mediante il bando emanato dalla Regione Emilia-Romagna dal titolo “Progetti per le alte competenze per la ricerca e il trasferimento tecnologico”: sosterranno progetti finalizzati a costruire e trasferire nuove competenze necessarie allo sviluppo del sistema economico dell’Emilia-Romagna.

L’iniziativa regionale, mediante fondi del Programma Operativo 2014/2020 del Fondo sociale europeo, mira a valorizzare le connessioni tra la formazione, la ricerca e il trasferimento tecnologico, e può contare su un finanziamento di 1 milione e 530mila euro. Ognuno dei 51 vincitori e vincitrici riceverà un contributo annuale di 30.000,00 euro per l’attribuzione di altrettanti assegni di ricerca.

Destinatari delle risorse disponibili Atenei e Centri di ricerca regionali: Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università degli Studi di Ferrara, Università degli Studi di Parma, Università Cattolica del Sacro Cuore (Polo territoriale di Piacenza), Politecnico di Milano (Sede di Piacenza), Enea, Cnr, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Privilegiati nella assegnazione dei fondi i progetti che si propongono di formare alte competenze riconducibili a due ambiti: ‘Risorse umane per un’economia digitale: big data e intelligenza artificiale’ (19 progetti di ricerca) e ‘Risorse umane per la Specializzazione Intelligente’ (32 progetti).
Unimore se ne è aggiudicati 3 nel primo ambito e 7 nel secondo.
Di grande rilevanza i temi al centro dei progetti di ricerca, tra cui clima, big data, e-learning, difesa del suolo, economia circolare.
Il finanziamento ottenuto permetterà l’attivazione di assegni di ricerca, i vincitori e vincitrici dei quali saranno ammessi ai percorsi di alta formazione.

“L’Ateneo è molto soddisfatto del risultato di questa selezione. I docenti- commenta il prof. Paolo Pavan, Delegato del Rettore per la Ricerca scientifica di Ateneo – sono stati chiamati a presentare progetti concreti e di valore scientifico che sono stati pre-selezionati dai Dipartimenti e successivamente da tutti i Coordinatori delle Commissioni Ricerca. La nostra selezione interna ha individuato quelli che potevano avere, e hanno avuto infatti, buone probabilità di successo. Molti dei progetti sono applicazioni interdisciplinari con interessanti ricadute sul mondo della salute, della produzione industriale e della gestione di filiere industriali. In particolare, è assai attuale quello sulla applicazione di tecnologie innovative nell’ambito educativo, considerando il momento in cui ci troviamo. Contiamo sulle capacità formative dei proponenti per avere nuove figure professionali pronte per le nuove sfide che ci attendono”.

Nello specifico i proponenti e le proponenti dei tre progetti di Unimore risultati vincitori in Ambito A – Risorse umane per un’economia digitale: Big Data e Intelligenza artificiale sono:

– il prof. Riccardo Magistroni per un progetto dal titolo “IA per la diagnosi delle malattie renali: classificazione della biopsia renale basata su reti neurali convoluzionali”. La diagnosi delle malattie renali richiede l’interpretazione di immagini microscopiche di tessuto renale, una procedura complessa e costosa. Il progetto mettendo in atto tecnologie di Deep Learning promette un significativo aumento della efficienza diagnostica. La macchina è in grado di analizzare enormi volumi di dati in ingresso con tempi di risposta in una scala non comparabile a quella umana. Inoltre, le risposte diagnostiche rappresentano una sintesi di quanto insegnato alla rete neurale attraverso gli esempi storici rendendo anche le risposte meno esposte alla variabilità della soggettività umana.

RICCARDO MAGISTRONI. E’ Professore Associato presso il Dipartimento Chirurgico, Medico, Odontoiatrico e di Scienze Morfologiche con Interesse Trapiantologico, Oncologico e di Medicina Rigenerativa di Unimore. E’ specialista in Nefrologia. I suoi principali interessi riguardano lo studio di malattie rare (glomerulonefriti e malattie genetiche renali) attraverso tecniche genomiche e di imaging avanzato (Deep Learning).

 

– la prof.ssa Marina Cocchi per un progetto dal titolo “data analytics per la realizzazione di sistemi predittivi e monitoraggio real time di processi produttivi in industria 4.0 (dreamtime)”, che ha l’obiettivo di incentivare l’adozione del paradigma Industria 4.0, in particolare l’uso dei Big data per generare elementi di conoscenza indispensabili alla gestione di processi produttivi sempre più sostenibili e prevede due casi di studio che coinvolgono Barilla Spa e Verslis-ENI, quale prova tangibile della fattibilità, opportunità e scalabilità dell’approccio Multivariate Statistical Process Control and predictive data analytics in real time.

MARINA COCCHI. E’ Professoressa Associata in Chimica Analitica del Dipartimento Scienze Chimiche e Geologiche di Unimore. Autrice di più di 100 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali e libri (H-index 27, 2084 cit.)Topics: Multivariate, Multi-way and Multiset methods; Data Fusion; Multivariate Statistical Process Control; Multivariate Images Analysis; Experimental Design; Food Authenticity;Editor of Data Fusion: Methods and Applications in Data Handling in Science and Technology Series, Elsevier 2019.

 

– la prof.ssa Federica Mandreoli per un progetto dal titolo “smart digital twin e condivisione intelligente di dati per l’industria 4.0”, il cui obiettivo è studiare l’applicabilità del paradigma digital twin come tecnica risolutiva delle complessità di coordinamento e pianificazione di intere filiere industriali di imprese manifatturiere. Elemento chiave del progetto è lo studio di soluzioni per lo scambio efficiente e dinamico tra smart digital twin di dati fortemente eterogenei e distribuiti per una piena integrazione tra i sistemi informativi aziendali e il livello produttivo (shopfloor).

FEDERICA MANDREOLI. E’ Professoressa Associata di Sistemi di elaborazione delle informazioni al Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche di Unimore. I suoi interessi scientifici riguardano la gestione di grandi quantità di dati e più recentemente la scalable data science. Su tali argomenti ha pubblicato oltre 100 saggi e articoli, incluse varie pubblicazioni in atti di conferenze e riviste di ottimo livello. E’ responsabile locale del progetto FIRST (vF Interoperation suppoRting buSiness innovaTion – https://www.h2020first.eu), nel quale collabora col porf. Paolo Cabri, un progetto finanziato dal programma Marie Skłodowska-Curie Actions di Horizon 2020 ed è attualmente coinvolta in collaborazioni con università e noti centri di ricerca anche stranieri.

 

Mentre i proponenti e le proponenti dei sette progetti di Unimore risultati vincitori nell’Ambito B – Risorse umane per la specializzazione intelligente sono:

– il dott. Alexandre Anesi per un progetto dal titolo “individuazione automatizzata del canale del nervo alveolare inferiore in cone beam computed tomography (CBCT) mediante deep-learning”, che ha come obiettivo l’identificazione automatica del canale del nervo alveolare inferiore mandibolare in Cone Beam Computed Tomography (CBCT), un esame a bassa esposizione di dose radiogena ionizzante per il paziente e fondamentale nel percorso di diagnosi e nella pianificazione chirurgica. Questo sarà possibile mediante deep-learning, la metodica più innovativa nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata in ambito biomedico, in collaborazione con il prof. Costantino Grana di Unimore.

ALEXANDRE ANESI. Di origini trentine, nel 2003 consegue la laurea cum laude in Medicina e Chirurgia a Verona e successivamente nel 2008 la specializzazione in Chirurgia Maxillo-facciale presso l’Università sempre a Verona. Dal 2008 è ricercatore in Chirurgia Maxillo-facciale presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Materno-Infantili e dell’Adulto di Unimore. Inoltre, è Dirigente Medico presso la Struttura Complessa di Chirurgia Cranio-maxillo-facciale dell’AOU di Modena. Partecipa a progetti multidisciplinari per studio della biocompatibilità in vitro ed in vivo di bioceramici per medicina rigenerativa, per valutazioni di tecniche osteotomiche tradizionali e piezoelettriche, per lo studio del ritardo diagnostico nel carcinoma del cavo orale, per accessi in chirurgia oncologica testa-collo e pianificazioni di ricostruzioni microchirurgiche.

 

– il prof. Massimo Dominici per un progetto dal titolo “metodo non invasivo di tipo ottico per caratterizzare colture 3D” che si propone di realizzare un metodo automatizzato basato sull’intelligenza artificiale per monitorare la crescita di cellule normali e tumorali in innovativi dispositivi di coltura 3-dimensionali in collaborazione tra il Tecnopolo Mario Veronesi di Mirandola, l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia e la Rigenerand srl

MASSIMO DOMINICI. Nel 1996 Laurea cum Laude in Medicina e Chirurgia a Pavia. Professore Associato in Oncologia Medica a Unimore e Direttore della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica e del Programma Terapie Cellulari ed Immuno-oncologia della Struttura Complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. Direttore del Laboratorio di Terapie Cellulari. Co-fondatore e responsabile scientifico del laboratorio di biocompatibilità (MAB) del Tecnopolo Mario Veronesi di Mirandola (MO). Autore di 150 manoscritti, 2 libri, 3 capitoli di libri con oltre 23000 citazioni. Trentadue progetti di ricerca finanziati. Fondatore nel 2009 della start-up universitaria Rigenerand srl.

 

– il prof. Stefano Fontanesi per un progetto dal titolo “HARVEST (Hydrogen for Automotive application: Research Via Experimental and Simulative Technology)”, il cui scopo è lo sviluppo per via numerica e sperimentale di celle a combustibile (di seguito FC) per una nuova mobilità eco-sostenibile, tramite la generazione di corrente elettrica senza combustione, con acqua come solo sottoprodotto (quindi non vengono generati prodotti di combustione, ad esempio CO2, CO, NOx, PM), il funzionamento a bassa temperatura e l’assenza di sostanze corrosive sono caratteristiche intrinseche delle PEMFC favorendo la crescita di un settore di ricerca strategico e supportando le imprese nell’adozione di sistemi basati su FC a Idrogeno.

STEFANO FONTANESI. Laureato con lode in Ingegneria Meccanica indirizzo Veicolo all’Università di Modena e Reggio Emilia nel 1999, ha successivamente conseguito un Dottorato di ricerca nel 2003. Attualmente insegna Simulazione Fluidodinamica dei Motori al Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari di Unimore, dove è anche coordinatore scientifico del gruppo di ricerca “GRUppoMOtori” e responsabile scientifico di “Laboratoriorosso”, un’iniziativa in collaborazione con Ferrari SpA. Autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche ha indirizzato la sua attività di ricerca sulla modellistica del motore, interessandosi della modellazione della turbolenza, della modellazione di spray combustibile, della modellizzazione della combustione e del trasferimento di calore.

 

– il prof. Luigi Rovati per un progetto dal titolo “Sviluppo di sistemi optoelettronici di sensing per l’emodialisi domiciliare”. Questo triste momento di emergenza COVID-19 che stiamo vivendo ha fatto emergere l’importanza di un sistema sanitario capace di gestire in modo efficiente e sicuro la deospedalizzazione della cura. Questo progetto si rivolge ai pazienti affetti da patologie renali proponendo soluzione di sensing innovative a supporto dell’homecare.

LUIGI ROVATI. Professore Ordinario del raggruppamento Misure Elettriche ed Elettroniche presso il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia. E’ responsabile scientifico del Laboratorio di Misure, Sistemi e Sensori (MS2) del Tecnopolo di Mirandola “Mario Veronesi”. I suoi interessi di ricerca riguardano lo studio, la progettazione e realizzazione di strumentazione optoelettronica innovativa per applicazioni biomediche ed industriali.

 

la prof.ssa Rossella Tupler per un progetto dal titolo “Analisi, sviluppo e implementazione della Piattaforma Software per la gestione avanzata e l’ottimizzazione della raccolta dati dell’Italian National Registry of facioscapulohumeral muscolar distrophy”, che implementa gli studi molecolari sulla distrofia muscolare Facio-scapolo-omerale del Registro Italiano Nazionale per la FSHD, di cui la stessa professoressa Rossella Tupler è curatrice.

ROSSELLA TUPLER. Di origini bresciane è Professoressa Associata di Genetica Medica, presso il Dipartimento di Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore. Laureatasi in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia col massimo punteggio e lode, sempre a Pavia ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Citogenetica. Giunta a Modena nel 2005 ha lavorato e collaborato con alcuni delle più importanti centri di ricerca internazionali, Centre for Research on Neurodegenerative disorders dell’Università di Toronto (Canada) e Department of Biochemistry and Molecular Biology dell’Università del Massachusetts (USA). Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, è stata responsabile di numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali competitivi ed è coordinatrice della Rete Clinica Italiana per la FSHD e curatrice del Registro Italiano Nazionale per la FSHD. Gli studi a esso collegati rappresentano un modello unico per lo studio delle malattie rare.

 

– la prof.ssa Elisa Valeriani per un progetto dal titolo “ready for hydrogen society?: identificazione del quadro normativo ed economico idoneo allo sviluppo della filiera dell’idrogeno”, che esplora la fattibilità delle azioni volte ad aumentare la sostenibilità ambientale e il contenimento dell’impatto dei consumi energetici. Per questa ragione il progetto si pone l’obiettivo di individuare le barriere non tecnologiche che limitano lo sviluppo del sistema idrogeno fornendo agli operatori un quadro giuridico ed economico chiaro che consenta loro di operare con certezza delle regole e degli incentivi.

ELISA VALERIANI. E’ ricercatorice di Politica Economica al Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore, dove è giunta nel 2018 dopo aver ricoperto incarichi istituzionali presso la Regione Emilia Romagna e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. I suoi interessi di ricerca riguardano il ruolo delle istituzioni nella economia, l’impatto delle variabili giuridiche sulla crescita economica, le teorie della scelta pubblica. Tra i settori di particolare interesse le politiche energetiche e per la sostenibilità ambientale per le quali anche nel 2019 ha ottenuto un finanziamento regionale per lo studio dell’impatto economico delle riqualificazioni energetiche dell’industrie nell’area del sisma 2012.

 

– la prof.ssa Anna Dipace per un progetto dal titolo “Evidence-based learning per l’innovazione didattica”. L’introduzione di tecnologie in ambito educativo è in costante aumento, ma spesso non è accompagnata da una valutazione su basi scientifiche; questo progetto promuove, attraverso conoscenze e metodi di indagine delle scienze cognitive, l’adozione un approccio fondato sulle evidenze scientifiche rivolto a tutta la filiera produttiva del settore educativo.

ANNA DIPACE. Professoressa Associata di Pedagogia Sperimentale del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane di Unimore, si interessa principalmente di progettazione di nuovi ambienti di apprendimento e competenze digitali. Le sue ricerche sono orientate all’analisi e allo studio di metodi, strumenti e linguaggi per la personalizzazione degli interventi didattici nei nuovi contesti dell’open digital education. Particolare attenzione è rivolta alla valutazione di prodotto e di processo come risorsa per un ripensamento delle pratiche didattiche centrate sullo studente.