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Coronavirus e solidarietà, l’impegno delle comunità straniere reggiane

A fianco degli aspetti drammatici legati all’emergenza sanitaria per il Coronavirus, in questo periodo sono molteplici le storie di solidarietà da parte di associazioni o  gruppi di persone che ci restituiscono l’immagine di una città caratterizzata da un forte senso di comunità. Una caratteristica che conferma come la nostra città è un contesto in cui le istituzioni e la società civile, insieme, riescono a mobilitare il territorio e raggiungere insieme rilevanti traguardi. Tra le realtà attive in questo senso vi sono anche molte associazioni straniere presenti sul nostro territorio che si sono prodigate sia in servizi di informazione, che di volontariato che in raccolte di fondi o beni.

“In questo panorama dove i numeri sui contagi e sui decessi rischia di sopraffarci – sottolinea l’assessore al welfare Daniele Marchi – è importante condividere anche gli sforzi e l’impegno di chi ogni giorno sottotraccia, anche a discapito di sforzi personali ed economici notevoli, lancia un messaggio di appartenenza e impegno verso la propria comunità. Di fianco agli enti, alle associazioni e alle imprese che tradizionalmente hanno sempre partecipato al benessere sociale ed economico del territorio, anche il mondo dell’intercultura – associazioni delle comunità presenti sul territorio, gruppi di cittadini con background migratorio e luoghi di culto – sta offrendo un vero e proprio esempio di coesione sociale e di senso di appartenenza al territorio e alle sue istituzioni”.

“Si tratta di una prova di cittadinanza che va oltre a qualsiasi pezzo di carta e che deve tenere conto di come queste associazioni oggi sono impegnate anche a sostenere le famiglie della propria comunità di origine – aggiunge Marchi – Oltre che i parenti nei paesi di origine, molti paesi infatti nelle ultime due settimane – penso in particolare l’Africa – hanno visto arrivare il virus e iniziato a chiudere i propri paesi e reso ancor più deboli economie già più fragili della nostra”.

Già nei giorni in cui sono emersi i primi casi nel territorio di Codogno, Reggio Emilia, tramite la Fondazione Mondinsieme e le associazioni straniere aderenti, ha iniziato a lavorare sull’emergenza Coronavirus divenendo la prima città italiana a produrre materiali informativi ed educativi multilingue al fine di fornire ai cittadini di differenti origini indicazioni di comportamento. Le trenta associazioni di Mondinsieme hanno collaborato nella traduzione dei testi e  promosso la diffusione del materiale informativo  sulle nuove regole per la salvaguardia della salute diffondendole all’interno delle comunità. Sono tante le associazioni, i luoghi di culto e i gruppi di cittadini che hanno sentito l’esigenza di dare un contributo, intraprendendo azioni di solidarietà di vario genere.

L’Amministrazione locale – così come l’Ausl e la Provincia – hanno pubblicato tutte le indicazioni in dodici diverse lingue (alcune info sono consultabili alla pagina http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESDocumentID/06D78B589470D3D3C1258519003BAAC9?opendocument).

Come già più volte emerso, sono state particolarmente attive le due associazioni cinesi presenti sul territorio che hanno effettuato: raccolte fondi di oltre 70mila euro, distribuzione di migliaia di materiali sanitari (mascherine, tute protettive, etc.) presso Ausl, enti locali, Dar Voce, Caritas, Croce Rossa italiana e Protezione civile.

Particolarmente rilevante anche l’impegno di diversi luoghi di culto con azioni di solidarietà e distribuzione alimentare. In questo contesto i centri islamici del territorio hanno voluto unire le forze e hanno donato ai servizi sanitari 56mila euro. Alcuni di questi hanno realizzato anche un’ azione di distribuzione di presidi sanitari anche fuori dal contesto provinciale, donando mascherine e altri materiali a Codogno all’inizio del focolaio. A livello locale i centri islamici hanno provveduto a fare la spesa e distribuirla presso le famiglie di anziani, promuovendo la “Spesa sospesa” per chi in questo periodo ha più difficoltà di altri.

Nonostante nelle ultime settimane il virus si stia diffondendo anche nei paesi di origine, hanno promosso e sono ancora in corso raccolte fondi le associazioni dei senegalesi di Reggio Emilia e Provincia (oltre 3.600 euro), l’associazione dei nigeriani di Reggio Emilia, l’associazione del mali Badegna (1.500 euro) e l’associazione dei ghanesi di Reggio Emilia. In alcuni casi le azioni di solidarietà sono promosse da gruppi di cittadini di origine straniera, come nel caso della comunità filippina che ha avviato una raccolta fondi.

Le donazioni ai servizi sanitari e di assistenza sono soltanto alcuni esempi di solidarietà. L’associazione albanese Shqiponja ha promosso infatti tra i soci la partecipazione ad azioni di volontariato a supporto dell’emergenza, l’associazione Tamil ha promosso un portale online in lingua tamil (www.tamilinfopoint.it) per informare le famiglie delle norme e delle azioni intraprese dal Governo, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Reggio Emilia durante l’emergenza, molti rappresentanti delle comunità hanno inoltre registrato video in lingua madre per riuscire così a fornire informazioni più dettagliate  sui comportamenti in ambito sanitario e sociale. Da segnalare anche la comunità cristiana nigeriana che ha voluto fare una donazione di prodotti alimentari alla Croce Rossa al fine di distribuire il cibo ai più bisognosi.

La Fondazione Mondinsieme è un punto di riferimento per la promozione del dialogo interculturale anche attraverso la sezione creata ad hoc sul sito mondinsieme.org per chiedere informazioni e avere un supporto.

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