Home Cronaca Controlli dei carabinieri alla fiera ornitologica di Reggio Emilia: 13 denunce

Controlli dei carabinieri alla fiera ornitologica di Reggio Emilia: 13 denunce

I Carabinieri Forestali delle Regioni Emilia Romagna e Veneto, coordinati dal Nucleo Investigativo del Gruppo di Reggio Emilia e dal Nucleo CC Cites di Modena, con la collaborazione delle Associazioni Lipu e Legambiente, hanno condotto numerose attività di controllo per la tutela della fauna autoctona ed esotica nell’ambito della 80° edizione dell’Esposizione Internazionale Ornitologica tenutasi nel quartiere fieristico di Reggio Emilia.

Un evento di portata internazionale e con cadenza annuale, in cui convergono migliaia di allevatori di avifauna sia per l’esposizione e la premiazione dei migliori soggetti, sia per la compravendita degli esemplari allevati. La campagna di controlli è stata pianificata d’intesa con i responsabili dell’ente organizzatore, nell’ottica di garantire il corretto svolgimento delle attività promosse in fiera, finalizzate allo scambio ed al commercio legale di esemplari oggetto di allevamento e, come tali, tracciabili e singolarmente identificabili, attraverso i prescritti sistemi di marcatura mediante anelli inamovibili. Quest’ultima operazione consiste nell’apporre al metatarso dei piccoli nati in cattività un anello fornito dalla F.O.I. (Federazione Ornicoltori Italiana) o altre associazioni riconosciute alle quali l’allevatore deve essere iscritto.

Per ogni singola specie è previsto un anello con un determinato diametro interno, affinché lo stesso possa essere apposto al metatarso esclusivamente entro i primi dieci giorni di vita, dopodiché risulterà impossibile inserirlo a seguito della crescita della zampetta. L’attenzione dei Carabinieri Forestali si è dunque incentrata, in particolar modo, sulla rintracciabilità degli esemplari sottoposti a controllo e, quindi, sulla verifica degli anelli identificativi oltreché sulla documentazione attestante la provenienza degli stessi. Nelle fattispecie oggetto d’indagini, è stato accertato che gli esemplari in possesso degli indagati presentavano degli anelli visibilmente modificati e/o amovibili. Questa operazione, nota agli investigatori, consiste nell’allargare gli anelli in alluminio (F.O.I.), apporli al metatarso di soggetti adulti illegalmente catturati in natura per restringerli in seguito. Tali operazioni vengono eseguite mediante l’utilizzo di un punzone di forma conica del diametro leggermente superiore a quello dell’anello, che serve ad allargarlo, di un barattolo di vasellina che serve da lubrificante della zampetta, e di una apposita pinza che serve per restringere l’anello appena inserito. Tra le caratteristiche costruttive di detti anelli vi sono quelle che rendono possibile la constatazione di segni di manomissione, come quelli effettivamente riscontrati negli anelli applicati all’avifauna sequestrata.

La dimensione del diametro degli anelli da utilizzare per l’inanellamento degli uccelli risulta essenziale ai fini di garantirne l’effettiva inamovibilità; aumenti di pochi decimi di millimetro possono essere sufficienti per permettere il passaggio della zampa attraverso l’anello anche a crescita terminata. I controlli all’interno dei padiglioni della fiera faunistica si sono svolti, a cura dei carabinieri forestali, nell’arco delle tre giornate di apertura al pubblico.

In particolare, sono stati controllati 26 stand. All’esito dei controlli sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 13 soggetti e sottoposti a sequestro penale 235 uccelli per un valore commerciale di circa ventimila euro e 487 confezioni di farmaci veterinari per un valore commerciale di circa cinquemila euro. I reati contestati a vario titolo sono la contraffazione ed uso abusivo di pubblici sigilli, illecita detenzione e commercio di avifauna protetta, ricettazione, frode in commercio, acquisto di cose di sospetta provenienza, abusivo esercizio di professione, commercio di medicinali guasti o imperfetti e resistenza a pubblico ufficiale.

Durante le attività di polizia giudiziaria un soggetto, fingendo di avere bisogno di aria, ha cercato di liberare quattro cardellini distruggendo una gabbia. I militari, prontamente intervenuti, lo hanno bloccato e recuperato tre cardellini mentre uno degli animali è uscito dalla finestra.  Lo stesso è stato denunciato, quindi, per resistenza a pubblico ufficiale. Tra le specie di uccelli sequestrati ci sono: il Cardellino (Carduelis carduelis), la Peppola (Fringilla montifringilla),  il Lucherino (Spinus spinus), il Fringuello (Fringilla coelebs), il Prispolone (Anthus trivialis), la Passera scopaiola (Prunella modularis), il Pettirosso (Erithacus rubecula) ed il Codirossone (Monticola saxatilis). Gran parte degli esemplari sequestrati, come detto, risultavano muniti di anelli identificativi palesemente contraffatti  per quanto riguarda le dimensioni, lo spessore, l’altezza ed il diametro esterno. Trattavasi, pertanto, di animali illecitamente catturati in violazione della normativa posta a tutela degli stessi. Gli esemplari di fauna autoctona sono stati affidati in custodia giudiziaria al centro di recupero “Il Pettirosso” di Modena.

A seguito delle valutazioni dei veterinari si procederà, previa autorizzazione della D.ssa Chiesi, Sostituto titolare delle indagini, alla liberazione degli esemplari di fauna autoctona reintroducendoli in ambiente naturale idoneo alla loro sopravvivenza. Le persone denunciate, di cui alcuni stranieri, risiedono in Comuni delle provincie di Barletta-Andria-Trani, Reggio Calabria, Napoli, Torino, Cosenza, Udine, Trento e Brescia.